Ieri nel pomeriggio si è alzato un bel vento di föhn, che fino alla sera ha spazzato il cielo; risultato: trasparenza davvero ottima, finalmente dopo diverse settimane ho rivisto la via lattea stagliarsi sul fondo cielo; mag. limite 5.
Porto fuori il dob intorno alle 9 così ha tempo di acclimatarsi; verso le 10 ha inizio il tour osservativo.
Si parte con due oggetti facili, M13 e M92, due ammassi globulari dell'Ercole; già nel cercatore si intuisce la natura di questi oggetti, la visione al telescopio toglie il fiato; dal centro si dipana una ragnatela formata da piccolissime stelline, ad alti ingrandimenti è bello sguire questi ghirigori e perdersi in un labirinto di stelle...
Poi un altro ammasso, M71 nella Freccia; si è dibattuto se si tratti di un globulare o di un ammasso aperto particolarmente "concentrato"; propenderei più per la prima ipotesi.
D'obbligo un passaggio nei pressi della Dumbell..; è talmente "corposa" e staccata dal fondo cielo che allungando una mano potrei quasi affondare le dita in quella nube lattescente. Incredibile.
E' poi la volta di altri due ammassi, il globulare NGC 7006 nel Delfino, e uno aperto, NGC 6709 nell'Aquila; quest'ultimo merita la fatica di andare a cercarlo, è formato da poche ma brillanti stelline, un quadretto che ricorda l'ammasso delle pleiadi.
Saliamo un po a nord ed entriamo nella costellazione del Cigno alla ricerca della nebulosa planetaria NGC 6826: le dimensioni non troppo ridotte aiutano nella ricerca, la nebulosa appare circolare, con alcune zone di chiaro scuro nella parte centrale; la visione è pero un po confusa.. devo decidermi a cambiare oculari!!
Un altro ammasso globulare è il prossimo obiettivo, e cioè M15 nel Pegaso; risolto quasi fino al centro, ricorda M92 dell'Ercole.
Le mie "manie di grandezza" mi portano a cercare il quintetto di Stefano nel pegaso; dopo pochi minuti le mie manie di grandezza si affievoliscono, ma non del tutto, quando trovo la galassia NGC 7331; un bel batuffolo allungato, quasi un fuso. Non vorrei dire delle sciocchezze, ma mi pare si vedessero zone più chiare e zone più scure.
Poi un'altra galassia, in Andromeda, ma non la celebre M31, bensì la piccola NGC 404.
Si trova a un passo dalla stella Beta, e in un oculare a lunga focale la galassia appare immersa nell'alone della stella stessa. E' impressionante pensare che due oggetti apparentemente così vicini, si trovino in realtà a migliaia di anni luce di distanza l'uno dalla altro.
Altra galassia che nn ero mai, e ripeto mai, riuscito a vedere è M33, la famosa Girandola nel Triangolo. Quando riesco a intuirla comprendo perchè non l'avevo mai vista!!: è molto estesa, ma anche estremamente poco luminosa; se il cielo non è perfettamene NERO non si vede.
E' poi il turno del Perseo. L'ammasso aperto M 34 è di facile individuazione, poichè forma un triangolo con le stelle Algol e Cappa della costellazione. Un po piu difficile M76 (maledetta cartina....) anche se un oculare a grande campo rende meno arduo il lavoro: è un bel batuffolo a forma di quadrilatero, ricorda vagamente la Dumbell, e da qui il suo nome Piccolo Manubrio. La luminosità non è uniforme, mi pare che all'estremo ovest fosse piu appariscente.
Un paio di stelle che meritano di essere viste sono la Delta e la Zeta nel Cefeo: la prima, oltre ad essere la prima variabile cefeide ad essere stata scoperta, è anche una doppia che per la separazione e il colore delle componenti ricorda Albireo nel Cigno; la seconda è una stellina di 4° mag. con un bel colore rosso vivo.
A proposito di doppie, faccio un salto nella Lira, e mi riempio di soddisfazione quando a 150x vedo la Epsilon sdo-sdoppiata nelle sue 4 componenti.
E' ormai tardi e il freddo attanaglia le dite, che fanno fatica a reggere il barilotto da 2"; ma le pleiadi sono lì che fanno capolino da un fila di alberi.. l'ultima tappa è quasi obbligatoria. Ore 24.00, infreddolito e stanco, ma felice per le emozione provate a cavallo della Via Lattea, smonto il fedele compagno di viaggio e lo ripongo in garage in attesa del prossimo viaggio.